domenica 20 settembre 2009

mercoledì 16 settembre 2009

Frecce tricolori









Domenica scorsa, poco dopo le 17, festa dell'addio all'estate a Marina di Ragusa. Le spiagge, le strade, il porto turistico, pieni all'inverosimile di gente con il naso all'insù.
L'arrivo delle frecce tricolori, e poi le incredibili evoluzioni, e soprattutto quel verde bianco e rosso disegnato nell'aria, danno sensazioni che non mi sarei aspettato di provare. Non sono per nulla propenso alla retorica, anzi mi dà piuttosto sui nervi.
Ma le emozioni che ho provato, in contrasto stridente con la tristezza di poco prima, quando la televisione vomitava i proclami di secessione dei neocelti del Po, mi hanno restituito per un pò l'orgoglio mite, un pò commosso, di essere, e sentirmi, italiano.

sabato 12 settembre 2009

L'incubo di Fortaleza

Che succede nella testa di un uomo che all'improvviso si vede mettere le manette da un polizia straniera mentre gioca felice in piscina con sua figlia, sotto gli occhi divertiti della moglie e di decine di altre persone?
Che succede quando capisce che lo stanno accusando di violare quanto ha di più caro al mondo? Che succede quando tutto quello che sino ad un secondo prima era scontato (la spontaneità e la purezza dei gesti affettuosi, la propria onorabilità, la tranquillità e la riservatezza della propria vita individuale e familiare, la libertà personale e della propria famiglia) viene scosso sin nelle sue fondamenta, e non resta più niente su cui far dimorare il proprio equilibrio psicologico?
Che succede nella testa di una bambina di otto anni che vede portare via il papà all'improvviso, e vede farsi domande strane da gentili sconosciuti? Come le avranno spiegato perchè papà era in galera? Non è stata offesa la sua infanzia in questo modo, introducendo nella sua vita un argomento di estrema perversione senza che probabilmente ne avesse mai sentito parlare?
Che succede nella testa di una donna che assiste impotente ad un uragano che si abbatte sul marito e sulla figlia, e che per giorni e giorni non viene creduta quando tenta di spiegare che le cose non stanno come gli altri vogliono far credere?
Succederà qualcosa nella testa di chi ha provocato e gestito in modo così rozzo e maldestro tutto questo?

domenica 6 settembre 2009

Boffo, Feltri, ed il metamessaggio

Qual è il subdolo metamessaggio che sta dietro il disgustoso attacco del Giornale a Dino Boffo?
Al di là dei personaggi e dei fatti, dei retrosccena e delle conseguenze, qual è il metamessaggio?
Continuo a domandarmelo da qualche giorno, perchè questa vicenda mi pare molto più grave ed insidiosa di quanto possa sembrare (e di suo lo sembra già parecchio).
Penso di poterlo sintetizzare così: se hai una morale e c'è anche solo il sospetto (o la diceria, o la calunnia) che tu abbia trasgredito almeno una volta nella vita, non ti è più lecito difendere quella morale.
Sei un supermoralista ipocrita, un vero sepolcro imbiancato.
Attenzione: non solo non ti è lecito giudicare alcuno (questo mi sembra giusto sempre), non ti è permesso neanche di dire o scrivere che trovi un comportamento giusto o sbagliato.
Ora, questo significa pretendere di chiudere la bocca a tutti.
Che lo faccia gente come Feltri e compagni, mi nausea ma non mi sorprende più di tanto.
La cosa che invece mi ha fatto cadere le braccia, è vedere anche alcuni intellettuali cattolici dare una solidarietà tiepida e condizionata alla vittima di questa storia, tipo "io sono solidale purchè quello di cui sei accusato non sia vero". Una solidarietà, insomma, di cui uno nel momento del bisogno farebbe tranquillamente a meno. Per non parlare di tanti commenti, da parte di gente comune, di condanna pregiudiziale e di giudizio impietoso. Sono segni che mi fanno sospettare che il metamessaggio sia andato a segno anche in persone che dovrebbero esserne immuni.
Segni che mi fanno pensare che una categoria di censori stia andando per la maggiore, fatta di moralisti amorali che pretendono di ridurre al silenzio chiunque continui a porre e porsi interrogativi sul bene e sul male. E pare trovino complici in quei devoti benpensanti, che scambiano tragicamente la più scandalosa scuola di misericordia mai conosciuta al mondo, per una setta di fustigatori bigotti e di farisei incatenati alla legge.
A pensarci proprio bene, però, niente di nuovo, da duemila anni a questa parte...

lunedì 24 agosto 2009

Latte pastorizzato

Il mare calmo, l'acqua tiepida, il sole che picchia. Obbligatorio scendere in acqua e farsi una bella nuotata. Dopo poche bracciate, tocco un foglio di plastica bianca. Mi arrabbio. I soliti idioti che gettano cose in mare. Poi lo osservo: ci sono scritte in arabo ed inglese. "Latte pastorizzato".
Forse è stato gettato a mare da qualche nave, ma il sospetto che fosse a bordo di qualche barcone di immigrati mi sembra plausibile.
In ogni caso, ripenso ancora a quello che continua a succedere qualche decina di chilometri al largo, a bambini, donne e uomini in equilibrio su un legno, sospesi sul baratro di centinaia di metri d'acqua.
Quanti di loro sono morti, quanti si portano le ferite di quello che hanno visto e vissuto prima durante e dopo la traversata; quanti ancora moriranno.
Sì, sono clandestini, ed è giusto che l'immigrazione sia un "fenomeno da regolare nella legalità". Ma che pena, per loro e per noi, vedere il ghigno del "senatur" che continua a straparlare di immigrati clandestini da mandare in Vaticano; o i Commissari Europei dire che l'Europa sta "facendo il possibile"; o ancora un procuratore della nostra repubblica costretto dalla legge ad indagare cinque poveri naufraghi eritrei, reduci da guerre ed orrori inimmaginabili, per il reato di immigrazione clandestina. Faranno richiesta di asilo, ovviamente, e si spera tutto finisca lì.
Ma che pena, vedere il popolo più geniale ed imprevedibile del mondo, perché storicamente capace di infiniti livelli di complessità, ridursi piano piano a ragionare miserevolmente in termini di bianco o nero.
E scivolare lentamente, a prescindere dal colore dei suoi governi, dall'opzione per ciò che è morale, all'opzione per ciò che è legale.

martedì 11 agosto 2009

Bebè Aido

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La ministra spagnola Bibiana Aido ha dichiarato il 19 maggio di quest'anno che un feto di 12 settimane è un essere vivo ma non un essere umano, perchè ciò non ha una base scientifica.
Sarebbe come dire che da un feto di 12 settimane a volte può svilupparsi un uomo, altre volte una pecora. Sarebbe questo secondo la ministra ad avere una base scientifica.
Un gruppo di professionisti (medici, infermieri, psicologi, esperti di diritto) ha allora sviluppato una iniziativa interessante: il Bebè Aìdo.
Si tratta della esatta riproduzione, e successiva distribuzione, di un feto di dodici settimane che si succhia il pollice.
Apriti cielo.
La portavoce del partito socialista spagnolo al Senato ha dichiarato inferocita che l'iniziativa del gruppo, che non si sa perchè qualifica come "i conservatori", è un "insulto gravissimo alla democrazia".
Insomma, tutto è permesso, ma proprio tutto, in questa Europa che brucia sempre di più in una febbre delirante forse mai conosciuta prima.
Una sola cosa è tabù, e quindi offesa gravissima ed insopportabile: il vedere le cose nella loro datità.
In altre parole, e tragicamente, diventa sempre più tabù l' esame di realtà.
Ovvio, esame di realtà significherebbe guarigione.

sabato 8 agosto 2009

Il mio mare


Le ho scattate un paio d'ore fa. Dietro il recinto che si intravede ci sono i ruderi del parco archeologico di Kaukana, vestigia di un insediamento risalente al III secolo A.C., successivamente porto commerciale di una certa importanza in epoca romana e bizantina, fino alla sua distruzione ad opera dei saraceni.
Adiacente al faro, invece, c'è la casa del Commissario Montalbano, quella che si vede nei film.
La latitudine orientativamente dovrebbe essere a sud di Tunisi.
Questo è il mare in cui sono cresciuto, estate dopo estate.

mercoledì 5 agosto 2009

Calderoli e gli stipendi

Calderoli dice che siccome il costo della vita al Nord è del 16,5% più alto, bisognerebbe adeguare gli stipendi al costo della vita effettivo. Giusto, non fa una grinza. Il parametro poi mi sembra corretto.

Certo, se ne potrebbe usare anche qualcun altro.

Ad esempio, parametrare gli stipendi in misura inversamente proporzionale ai servizi effettivamente garantiti dallo Stato.

Dalle mie parti, cito a caso, in tema di trasporti non temiamo concorrenza: niente autostrada, per fare 100 chilometri 100 in treno occorrono 360 minuti 360.

Ma secondo questo parametro dovrebbero aumentarmi lo stipendio del 600%, e temo che a Calderoli questo non andrebbe a genio.

Si potrebbe pure cominciare così però: adeguare gli stipendi dei parlamentari secondo un criterio di proporzionalità inversa rispetto al livello di idiozia delle loro proposte politiche.

Certo, si correrebbe il rischio di vedere scomparire dal Parlamento, per inedia, oltre ad un certo numero di membri di tutti gli schieramenti, anche un partito pressochè al completo.

E questo non sarebbe democratico: mi rendo ben conto che chi sta lì lo fa per rappresentare degnamente chi lo ha votato...

domenica 26 luglio 2009

Vacanze

Finalmente in ferie. Boccheggio alle due di notte fuori, quasi in riva al mare, con una temperatura che penso permanga intorno ai 35 gradi (a quest'ora della notte; alle 20 era ancora 40 gradi).
Non ho il coraggio di entrare dentro...
La notte stellata, il caldo, le porte e le finestre delle case spalancate, il rumore della risacca, tutto mi fa uno strano effetto, e sento che potrà essere possibile, nelle settimane di riposo che mi aspettano, tornare a sentire ancora di essere parte della natura in cui mi trovo immerso, sospesa tra Africa ed Europa...

lunedì 20 luglio 2009

Del capirsi e del capire

Io non riesco a capire neppure ciò che faccio:
infatti non quello che voglio io faccio,
ma quello che detesto...
Io trovo dunque in me questa legge:
quando voglio fare il bene,
il male è accanto a me.


Paolo di Tarso, Lettera ai Romani


Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia. Non lo so, ma accade e ne resto tormentato.

Catullo


La precarietà dell'equilibrio cui, forse ontologicamente, ognuno a suo modo è costretto. L'oscillare dell'umore, il trascolorare delle emozioni, la contemporanea presenza di polarità opposte nel modo di sentire e di volere. L'inabissarsi degli sforzi volitivi di fronte alle onde anomale dell'istinto. Ed il loro riaffiorare inaspettato e fiero quando tutto farebbe pensare ad un naufragio consumato. La coscienza di portare dentro di sè, almeno in potenza, l'abietto ed il sublime.
Dubito possa mai esserci psicologia, metapsicologia, biologia, in grado di spiegare (erklaren) in modo sufficientemente convincente tutto questo.
Solo inchinarmi di fronte ad esistenze ogni volta nuove ed insieme familiari (poichè nulla mi è estraneo in quanto uomo), può forse consentirmi di comprendere (verstehen) qualcosa dell'altro.

domenica 12 luglio 2009

Ci sono più cose tra cielo e terra...

Non sono scomparso... Sono stato in giro, lontano dalla rete...Ho fatto cose, ho visto gente...
Bella gente, negli ultimi giorni. Giorni in cui senti il bisogno di dire grazie alla vita per le cose che ti dà, per gli incontri che fai, per aver sperimentato che a volte succedono delle cose che sono come sospese tra cielo e terra, e che ti rinforzano nell'idea che quello che non puoi vedere è più reale delle cose che pensi di toccare.
D'altronde, si può vedere l'amicizia, l'amore, l'energia che sprigiona dalle relazioni? E se tocco la materia, potrei mai credere che in realtà è vuota?
Ed allora non ti sorprende neanche tanto se mentre lavori con i gruppi, una notte tu sogni una cosa, e due notti dopo qualcun altro nel gruppo, senza avere idea del tuo sogno, ne faccia un altro che lo continua e forse ne racchiude il senso...
E capisci anche il perchè di quella stanchezza strana nel tenere dei seminari che tutto sommato non dovrebbero essere diversi da tanti altri: questa volta c'era energia atomica da maneggiare, e bisognava che scaldasse senza far male.
Spero sia andata proprio così.